Mentre metà della Berna federale guarda con interesse all’UE, il 13 luglio 2026 il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il ministro dell’economia britannico Peter Kyle hanno concluso un accordo di libero scambio in chiave moderna. «Berna e Londra mostrano all’UE come funziona il libero scambio», titola «Finanz und Wirtschaft». Ecco come «una politica economica estera moderna e consapevole può funzionare nel XXI secolo».
Nessuna perdita di sovranità, nessun diktat
Siamo abituati a una UE che puntualmente critica, tormenta, minaccia e supplica la Svizzera. Sul fronte opposto, «due democrazie sovrane e orgogliose si sono confrontate come partner di pari livello, con un accordo moderno in cui non è previsto alcun recepimento automatico di norme giuridiche estere, nessun diktat da parte di una corte di giustizia extranazionale e nessun pagamento di tributi occulti», commenta «Finanz und Wirtschaft».
È vero che dopo la Brexit i media dell’UE amano parlare di canto del cigno in riferimento al Regno Unito. Di fatto, però, a giudicare dagli indicatori economici, il Regno Unito può tranquillamente tenere il passo con i Paesi più influenti dell’UE. La Svizzera e il Regno Unito hanno effettivamente molto in comune: solide piazze finanziarie, le migliori università d’Europa e una moneta indipendente.
Una solida partnership
Sin dall’industrializzazione e dalla diffusione degli sport invernali alpini a St. Moritz, la Svizzera e il Regno Unito hanno collaborato proficuamente. Quest’accordo «avvicina due economie affidabili e internazionali nella ricerca comune del benessere e della crescita sostenibile», scrive Peter Kyle sulla «NZZ». Sarà interessante vedere cosa comporterà tutto ciò in relazione alle tecnologie del futuro.