Markus Ritter: «Si tiene conto degli interessi dell’UE in modo troppo unilaterale»
«Quanto è stato negoziato tiene molto conto degli interessi dell’UE», afferma Markus Ritter, presidente dell’Unione Svizzera dei Contadini e consigliere nazionale del Centro, a proposito dei trattati con l’UE, alla trasmissione «Samstagsrundschau» della SRF.
Le sue contestazioni sono pesanti. Ecco i principali punti di critica:
Bruxelles controlla: se la Svizzera non accetta una norma proveniente da Bruxelles, l’UE può imporre le cosiddette «misure compensative», vale a dire multe e sanzioni. Un meccanismo sanzionatorio iniquo.
Bruxelles comanda: la Svizzera si impegna all’adozione del diritto comunitario in settori centrali. Nell’80 per cento dei casi non vi sarebbe più alcuna discussione politica interna. Il diritto comunitario diventerebbe il diritto sovraordinato. «Questo limita la nostra libertà di formazione dell’opinione», evidenzia Ritter.
Bruxelles incassa: Con questi trattati, la Svizzera dovrebbe versare più denaro all’UE, nonostante registri regolarmente un deficit della bilancia commerciale nei confronti dell’UE. Inoltre, la Svizzera mette a disposizione dell’UE il transito alpino attraverso la NFTA (Nuova ferrovia transalpina) e offre un posto di lavoro a centinaia di migliaia di frontalieri.
Per questi motivi, l’Unione Svizzera dei Contadini esige che il pacchetto di accordi sia sottoposto al referendum obbligatorio. Inoltre, auspica alcune migliorie ai trattati, che però non sono previste: il presidente della Confederazione Guy Parmelin e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno già firmato il pacchetto di accordi.