Accordi sul legame con l’UE: il Consiglio degli Stati chiede la maggioranza dei Cantoni – e i punti salienti del discorso programmatico di Beat Rieder
Il 30 settembre il Consiglio degli Stati ha lanciato un segnale chiaro: gli accordi sul legame con l’UE dovranno essere sottoposti a referendum obbligatorio. Si tratta di un passo importante per tutelare il federalismo e i diritti popolari. A questo proposito, autonomiesuisse ha inviato una comunicazione ai media svizzeri, richiamando nuovamente la loro attenzione sugli argomenti esposti da Beat Rieder. L’avvocato, notaio e consigliere agli Stati del Vallese esponente del Centro ha illustrato in Consiglio degli Stati l’accordo sul legame con l’UE.
La sua conclusione: il pacchetto non sarebbe in sostanza un accordo economico, bensì una questione di competenza legislativa: chi fa le leggi in Svizzera – il Parlamento e il popolo oppure la Commissione europea a Bruxelles?
Inusuale dal punto di vista del diritto internazionale
«L’argomento centrale contro questo accordo è che, a causa del meccanismo di recepimento dinamico del diritto, esso finirà negli anni per distruggere la sovranità e la democrazia diretta del nostro Paese, fondata sul federalismo, vicina ai cittadini e unica al mondo», afferma Rieder.
Il concetto di «recepimento dinamico del diritto» risale al professore statunitense di diritto Michael C. Dorf. Secondo Rieder, trattati di questo tipo sono inusuali e definisce gli accordi sul legame con l’UE «un trattato del tutto esotico dal punto di vista del diritto internazionale».
«Trattato coloniale» è un termine riduttivo
Come spiega Rieder, nemmeno l’Impero britannico aveva imposto alle proprie colonie di recepire automaticamente ogni futura legge. Con gli accordi sul legame con l’UE, invece, la Svizzera dovrebbe recepire norme dell’UE ancora sconosciute. In questo contesto, l’ultima parola spetterebbe ogni volta alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE): il Tribunale arbitrale sarebbe vincolato dalla sua interpretazione. Rieder: «Non firmerei mai un trattato di cui non conoscessi il contenuto futuro».
Sanzioni invece del diritto di veto
La Svizzera potrebbe formalmente rifiutare il recepimento, ma in tal caso dovrebbe accettare misure compensative. Per Rieder si tratterebbe di un «mancato recepimento sanzionato». A differenza della Norvegia, la Svizzera non avrebbe diritto di veto. Nel 2012 la Norvegia era stata l’unico Paese ad aver esercitato il diritto di veto, ma nel 2013 ha dovuto fare marcia indietro a causa delle pressioni politiche.
Commercio: l’UE trae maggiori vantaggi rispetto alla Svizzera
Per Rieder è particolarmente sorprendente che l’UE voglia dettare le regole alla Svizzera, benché la Svizzera registri regolarmente un deficit della bilancia commerciale nei confronti dell’UE. Nel complesso, quindi, l’UE trarrebbe maggiori vantaggi dalle relazioni commerciali. «Alla luce di questi dati, come si giustifica il fatto di limitare la Svizzera, facendone un Paese che recepisce unilateralmente le regole dell’Unione europea?», chiede Rieder. Un trattato di questo tipo sarebbe richiesto unicamente dall’UE.
Conseguenze per il federalismo
In futuro la Svizzera non dovrebbe soltanto recepire ogni modifica legislativa nei settori interessati, ma attraverso la normativa sugli aiuti di Stato si potrebbero «svuotare ampie parti dell’ordinamento giuridico svizzero», fino ad arrivare al diritto fiscale dei Comuni, dei Cantoni e della Confederazione. L’accordo sul legame con l’UE entrerebbe in conflitto con le strutture federali. Inoltre, il rapporto tra il Tribunale arbitrale e il Tribunale federale non sarebbe chiarito.
L’amministrazione sopravvaluta le proprie competenze?
L’esempio dei previsti acquisti di F-35A ha dimostrato che i trattati vanno letti con attenzione, sostiene Rieder. Se questo non fosse possibile già nel caso di un contratto di acquisto circoscritto e chiaramente definito, ci si dovrebbe chiedere come l’amministrazione possa negoziare un trattato con un apparato sovranazionale il cui diritto è in continua evoluzione.
Il Consiglio nazionale è chiamato ad agire
autonomiesuisse invita il Consiglio nazionale a impegnarsi per il futuro del modello di successo svizzero e a confermare la rotta tracciata dal Consiglio degli Stati. Beat Rieder ha sintetizzato il concetto così: «Se rinunciate alla sovranità per ottenere un po’ di prosperità temporanea, perderete prima la sovranità e poi anche la prosperità».