Frontalieri: prima il salario svizzero, poi anche l’indennità di disoccupazione svizzera?
I frontalieri percepiscono il loro salario dalle aziende elvetiche. Adesso la Svizzera dovrebbe finanziare anche tutta la loro indennità di disoccupazione. A tale riguardo, l’UE ha escogitato una nuova norma: come riporta la «SRF», in futuro, a provvedere all’indennità di disoccupazione dovrebbe essere l’ultimo Stato in cui una persona ha lavorato.
Sempre più frontalieri
Alla Svizzera costerebbe caro, perché molti frontalieri lavorano qui ma vivono in Francia, Germania, Italia o Austria. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ipotizza costi aggiuntivi compresi tra 600 e 900 milioni di franchi all’anno. Dal 2002 il numero di frontalieri è triplicato e, se il trend continua, i costi potrebbero aumentare ulteriormente.
A questo proposito, per la Svizzera il modello adottato finora in realtà andava bene: la Svizzera versava agli Stati confinanti circa 300 milioni di franchi all’anno, per i primi mesi della disoccupazione. Allo stesso tempo, lo scorso anno i frontalieri hanno versato circa 600 milioni di franchi all’assicurazione contro la disoccupazione elvetica. Alla fine rimaneva un saldo positivo di 300 milioni.
L’UE trae vantaggio dai frontalieri
L’UE beneficia del modello dei frontalieri anche oggi, perché i frontalieri consumano e vivono prevalentemente nel loro Stato di residenza all’interno dell’UE. È a quest’ultimo Stato che pagano anche la loro imposta sul reddito, pur usufruendo della rete stradale e ferroviaria elvetica. Ogni giorno, gran parte dei salari svizzeri finisce quindi direttamente nell’UE.
La Svizzera ha il potere di dire di no?
In futuro, la Svizzera dovrà quindi pagare anche per i disoccupati in Germania, Francia ecc.? Non ancora. Potrebbe respingere questa norma, che però fa parte dell’accordo sulla libera circolazione delle persone. Se la Svizzera approva gli accordi quadro con l’UE, questi e innumerevoli altri atti normativi di Bruxelles entreranno automaticamente nel diritto svizzero.