21. ottobre 2026

Phyllis Scholl: «I cittadini devono cavarsela da soli perché non possono fidarsi delle informazioni istituzionali»

«Mi ha sorpresa il gran numero di termini vaghi utilizzati. Per la prima volta ho dubitato che i consiglieri federali avessero effettivamente letto i documenti.» È ciò che ha pensato e dichiarato alla «NZZ» l’avvocata nonché sindaca (PLR) di Kilchberg Phyllis Scholl la prima volta che si è trovata a consultare i trattati con l’UE.

Donne, svegliatevi!

Insieme alle imprenditrici Sara Hürlimann e Karin Faes, Scholl ha fondato la piattaforma «Her Voice». Suo obiettivo è sensibilizzare le donne dimostrando «che non siamo di fronte a una mera questione economica da lasciare in mano agli uomini».

Secondo Scholl, le spiegazioni fornite dal Consiglio federale sui trattati sarebbero «in parte incomplete e in parte errate». È questo che la irrita: «Non è giusto che i privati cittadini debbano studiare così a fondo un dossier perché non possono fidarsi delle informazioni fornite dalle istituzioni. Dai tanti e altamente qualificati dipendenti federali mi aspetto che riportino il contenuto in modo corretto.»

Nessun avvocato firmerebbe questi accordi

Scholl esorta i politici e le politiche a leggere il testo dei trattati. Risulterebbe così immediatamente chiaro che gli accordi con l’UE costringono la Svizzera a «recepire tutte le norme future in un contesto di enorme vastità». Nessun avvocato, prosegue, consiglierebbe ai suoi clienti di sottoscrivere accordi di questo tipo.

Quando cambieranno i volti nell’UE?

Quali alternative esistono agli accordi con l’UE? Per prima cosa, la Svizzera dispone già di un accordo di libero scambio con l’UE. In secondo luogo, Scholl consiglia di attendere un cambio di personale ai vertici dell’UE. «La Commissione europea è sempre più sotto pressione, i cittadini dei principali Stati membri sono altamente insoddisfatti della politica. Prima o poi anche la Commissione europea dovrà confrontarsi con nuovi volti», dichiara Scholl alla «NZZ».

Per lei una cosa è chiara: se la Svizzera approvasse i trattati con l’UE, perderebbe per sempre la sua autonomia decisionale. Se ne stanno accorgendo cerchie sempre più ampie della politica, come l’ex-presidente del PLR Thierry Burkart, il consigliere agli Stati ed esponente del Centro Beat Rieder, la mente strategica del PS Rudolf Strahm nonché un gran numero di imprenditrici e imprenditori.