Procedura di consultazione 2.0 – oltre 900 prese di posizione scartate
Secondo la relazione sulla consultazione relativa agli accordi quadro Svizzera-UE, il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) ha ricevuto 1376 prese di posizione, di cui 1058 da privati cittadini. Il DFAE, però, ne ignora il contenuto.
La motivazione avanzata: «Si ipotizza che buona parte di questi contributi individuali sia stata redatta con l’ausilio dell’IA», scrive il Dipartimento. Secondo il «Nebelspalter», alcuni documenti interni dimostrano che ciò riguarda solo «circa 100 prese di posizione».
La Berna federale viola la legge sulla consultazione
«Nella gestione dell’accordo quadro, la Svizzera mostra segni di declino istituzionale», commenta ora il Prof. Dr. Dr. h.c. Carl Baudenbacher, ex-presidente della Corte di giustizia dell’AELS, su LinkedIn. Il DFAE avrebbe di fatto scartato oltre 900 contributi privati alla consultazione. «Si tratta di una chiara violazione della legge sulla consultazione.»
Il DFAE motiva la sua condotta sostenendo, tra l’altro, che la consultazione non è una procedura di partecipazione civica, essendo piuttosto destinata principalmente ai gruppi di interesse organizzati. Baudenbacher ritiene che il DFAE stia interpretando erroneamente il messaggio relativo alla legge sulla procedura di consultazione. Se da un lato richiede requisiti formali, dall’altro non esclude i privati cittadini.
Nemmeno uno studente farebbe un errore del genere.
«La conclusione che sia lecito discriminare i singoli individui è inammissibile; nemmeno uno studente giungerebbe ad una conclusione così errata», rimarca Baudenbacher – e poi aggiunge: «Considerata la qualità di alcune prese di posizione, ci si deve invece chiedere se numerose associazioni o anche la Conferenza dei Cantoni (CdC) soddisfino meglio i requisiti tecnici rispetto a singoli individui impegnati.»
Le cittadine e i cittadini – tra cui probabilmente numerosi giuristi – che hanno approfondito questa complessa materia ne rimangono sconcertati. Il comportamento della Berna federale mina la fiducia nello Stato di diritto.
Cosa bisogna fare adesso
Baudenbacher esige su LinkedIn:
1. le scuse dei responsabili,
2. la valutazione integrale di tutti i contributi privati,
3. una nuova relazione sulla consultazione e
4. il corretto inserimento dei risultati nel messaggio del Consiglio federale.
Alla fine rimane la domanda: quale trucco di magia tirerà fuori dal cilindro la Berna federale la prossima volta – e chi controllerà da vicino?