Studio dello ZDA: i trattati con l’UE sviliscono la democrazia diretta e il federalismo
Quali sarebbero realmente le conseguenze dei previsti trattati con l’UE sulla partecipazione democratica e federale in Svizzera?
Mentre Berna federale minimizza, sostenendo che la democrazia, i diritti politici e il federalismo rimarrebbero formalmente salvaguardati, il Centro per la Democrazia di Aarau (ZDA) ha voluto approfondire la questione, commissionando uno studio alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Zurigo. Gli autori, Dr. iur. des. Martina Stirnimann e Andreas Glaser, professore di diritto costituzionale, amministrativo ed europeo all’Università di Zurigo e lo ZDA, hanno presentato il lavoro all’Università di Zurigo, «come base per la discussione sui Bilaterali III», come ha sottolineato Glaser.
Lo studio dimostra che, anche se molte possibilità di partecipazione democratica e federale rimangono in vigore sulla carta, nella pratica rischiano di perdere importanza.
Lo studio evidenzia come particolarmente colpiti i seguenti cinque ambiti:
Il Parlamento perde influenza. La definizione sostanziale delle regole del gioco avviene nel processo legislativo europeo. La partecipazione della Svizzera si limita principalmente al non vincolante «decision shaping», nel quale il ruolo guida spetta al Consiglio federale e all’amministrazione.
La democrazia diretta si esercita sotto il vincolo dell’obbligo di diritto internazionale di recepire gli atti giuridici dell’UE pertinenti. In caso di votazioni popolari sgradite, l’UE può imporre misure compensative. Di conseguenza, ogni votazione popolare si trova sotto una sorta di spada di Damocle.
La procedura di consultazione perde importanza, poiché spesso potrebbe svolgersi soltanto dopo l’elaborazione di un atto giuridico dell’UE, quando le scelte sui contenuti sono state già prese da tempo.
Poiché la legislazione avviene a livello europeo, i tentativi di influenzare il processo attraverso attori nazionali come il Parlamento perdono peso. Diventano invece più importanti l’accesso all’amministrazione federale e alle reti europee, favorendo le grandi associazioni.
I Cantoni vengono marginalizzati. In teoria continuano a disporre di possibilità di partecipazione. Ma possono influire solo se vengono coinvolti tempestivamente e dispongono di risorse sufficienti per far valere i propri interessi anche a livello europeo.
Proposte di misure democratiche di accompagnamento
Per attenuare i trasferimenti di competenze individuati dal popolo, dal Parlamento e dai Cantoni verso l’UE, l’amministrazione e il Consiglio federale, gli autori dello studio propongono diverse misure di accompagnamento, tra cui una mozione popolare europea.
autonomiesuisse accoglie con favore queste proposte innovative, osservando comunque che non sono sufficienti a compensare i massicci trasferimenti di competenze al Consiglio federale, all’amministrazione e a Bruxelles. Nella loro forma attuale, i trattati con l’UE non sono compatibili con una democrazia diretta che viva pienamente il federalismo.