18. febbraio 2026

Wolfgang Reitzle: «Gli accordi quadro sono inutili »

Wolfgang Reitzle, uno dei top manager più esperti dell’UE, vede più lontano di molti funzionari bernesi in merito alle implicazioni degli accordi quadro della Svizzera con l’Unione europea: «La democrazia diretta è stata gradualmente abolita.» 

Reitzle è a capo del consiglio di sorveglianza del fornitore per auto Continental ed è stato tra l’altro amministratore delegato e chairman di Linde nonché presidente del consiglio di amministrazione di Lafarge Holcim. Oggi vive in Svizzera e in Toscana. 

Assoggettamento al sistema giuridico UE

«Nei settori rilevanti per l’economia la Svizzera può stringere accordi commerciali bilaterali con l’UE. Per questo non capisco perché l’intera popolazione svizzera debba essere assoggettata al sistema giuridico dell’Unione europea», afferma Reitzle in un’intervista rilasciata al business club «Efficiency Club». La versione breve è disponibile su X, Instagram, Facebook e LinkedIn. 

La CGUE decide spesso a livello politico

Reitzle mette anche in guardia contro la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), l’ultima istanza in caso di controversie, sostenendo che emani le sue sentenze non sempre solo ai sensi del diritto, ma che sia anche «una sorta di organo esecutivo della Commissione. Per questo le decisioni, specialmente quelle sensibili, vengono prese a livello politico.» 

Un sistema iperburocratico

Per questo motivo Reitzle si domanda perché la Svizzera ufficiale ritenga vantaggioso entrare in un «sistema drasticamente mediocre e iperburocratico che a lungo andare potrà solo indebolire la Svizzera e privarla infine della sua autonomia». 

Cosa deve ancora sentirsi dire il Consiglio federale per capire che questi accordi quadro comprometteranno nel lungo termine il modello di successo svizzero?